Un programma di sostegno a distanza, un sito per donare e un’area personale per i sostenitori, presi in carico da un altro fornitore con trenta richieste già in lista.
Il cliente è un’organizzazione no-profit internazionale che sostiene bambini attraverso il sostegno a distanza.Il programma su cui abbiamo lavorato si rivolge ai sostenitori di lingua spagnola e funziona in due lingue, inglese e spagnolo.
Il sistema digitale del programma ha due parti. C’è il sito pubblico, dove chi vuole aiutare sceglie un bambino, lo mette nel carrello e completa la donazione. E c’è l’area personale del sostenitore, dove si seguono il bambino sostenuto, i pagamenti e la corrispondenza. Intorno ci sono il CRM dell’organizzazione, il circuito di pagamento con carta e lo strumento per le email.
La piattaforma era stata costruita da un altro fornitore. Quando il lavoro è passato a noi, attraverso un’agenzia partner, l’organizzazione aveva già una lista di trenta richieste scritte: correzioni, migliorie e funzioni nuove, raccolte in un’unica tabella di lavoro.
La prima cosa è stata rispondere a quella lista una voce alla volta.Per ogni richiesta abbiamo scritto cosa serviva sapere per stimarla, dove intervenire e con quali dipendenze. Così le trenta voci sono diventate un piano condiviso, diviso in quattro aree: sito pubblico, integrazioni tra sito e CRM, area personale del sostenitore, app mobile.
Sul sito pubblico le richieste andavano dalle prestazioni su mobile al meccanismo che tiene «in sospeso» un bambino mentre il sostenitore completa la donazione, fino ai QR code stampati sulle cartoline: ogni codice porta al bambino assegnato dal CRM, poi al carrello e al pagamento. Tra le altre voci: nuovi metodi di pagamento come Google Pay e Apple Pay, un promemoria per i carrelli abbandonati, moduli di contatto e assistenza collegati al CRM, il consenso ai cookie.
Nell’area personale le richieste riguardavano il sostenitore in prima persona: regali di compleanno e di Natale da aggiungere da soli, indirizzo di spedizione separato da quello di fatturazione, cambio di lingua tra inglese e spagnolo, cambio dell’email di accesso tenendo le donazioni ricorrenti, storico dei pagamenti, ricevute fiscali da scaricare, aggiornamenti su bambino, foto e lettere che arrivano direttamente dal CRM.
Il primo intervento sul codice è stato mettere ordine: abbiamo tolto dal sito pubblico il page builder che appesantiva le pagine e portato tutto il codice sotto controllo di versione. Da lì ogni modifica è tracciata e si può ricostruire in qualsiasi momento.
La collaborazione è durata da marzo a ottobre 2025, con un rendiconto mensile legato alle giornate di lavoro: project management da una parte, sviluppo su misura dall’altra. Ogni mese le attività erano registrate giorno per giorno, voce per voce, così l’organizzazione sapeva sempre su cosa stavamo lavorando e quanto tempo ci stavamo mettendo.
Il sistema ha molte parti che si parlano: sito, area personale, CRM, pagamenti, email. Per questo, prima di toccare una funzione, verificavamo dove venivano scritti i dati e chi li leggeva dopo. Una modifica al carrello, per esempio, tocca anche il CRM e i pagamenti ricorrenti. La lingua di lavoro con il cliente era l’inglese, e le priorità venivano decise insieme al suo team marketing.
Trenta richieste analizzate una per una e divise in quattro aree di lavoro
Page builder rimosso e tutto il codice portato sotto controllo di versione
Sito e area personale in inglese e spagnolo, collegati allo stesso CRM
Attività registrate giorno per giorno, rendiconto mensile da marzo a ottobre 2025
Squadre, calendario e prenotazione campi in un’app nativa iOS e Android.
Turni, incassi, spese e stipendi soci in un unico sistema, in continua evoluzione.
La pagina web bilingue del bilancio annuale di un gruppo assicurativo, aggiornata a ogni edizione.
Raccontateci come lavorate oggi. Si comincia dall’analisi, compresa nel prezzo del progetto.